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Con l’avvento della crisi, la “caccia” allo spreco è diventata un’attività comune a tutte le aziende, sia pubbliche che private.
È fuori dubbio che nei reparti produttivi, già da tempo, sono stati fatti notevoli passi in avanti, con sensibili recuperi di efficienza. Molto meno è stato fatto nell’ambito degli uffici perché probabilmente risulta più difficile e perché l’imprenditore, per cultura, è meno preparato.
Ma proprio per questo motivo esiste una grande possibilità di miglioramento, con un’ampia opportunità di eliminare sprechi e quindi di risparmiare denaro e recuperare risorse da impiegare in attività a valore.
A mio avviso, in un’ottica di miglioramento, si deve procedere con l’analisi della situazione.
Di seguito ho elencato una serie di punti da monitorare:
-verifica di tutte le attività svolte, separando quelle che hanno valore per il cliente da quelle che non hanno valore;
-monitoraggio della rilavorazione dovuta ad errori commessi;
-controllo della quantità di interruzioni del lavoro degli impiegati;
-standardizzazione delle attività;
-qualità delle informazioni;
-verifica dell’attualità delle procedure;
-verifica del layout e della disposizione dell’arredo ufficio;
-tempificare al massimo le attività e definire precisamente le scadenze;
-riesame della qualità e quantità delle riunioni;
-valutazione del senso di appartenenza, motivazione e soddisfazione di ogni impiegato;
-analisi delle potenzialità degli strumenti informatici e grado di utilizzo.
Terminata la prima fase di verifica, si deve procedere con la seconda, ossia la fase operativa, definendo azioni e obiettivi. Di seguito alcuni miei consigli:
-mettere in discussione tutte le attività svolte, eliminando il concetto “abbiamo sempre fatto così”, l’attitudine a lavorare per abitudine è purtroppo frequente ma, di fatto, poco vantaggiosa per l’azienda;
-aumentare il numero delle attività corrette “al primo colpo”;
-diminuire il numero delle interruzioni di lavoro;
-definire in modo preciso il metodo di lavoro per ogni impiegato;
-eliminare tutti i flussi di informazioni inutili;
-adottare un sistema di flussi informativi completi e puntuali;
-aggiornamento delle procedure ed eliminazione di quelle obsolete;
-ottimizzazione dello spazio lavorativo: si deve procedere ad un esame dell’attuale arredamento ufficio, togliendo gli spazi inutili, facilitando la comunicazione tra coloro che hanno contatti frequenti, semplificando l’utilizzo degli strumenti a disposizione, velocizzando l’accesso agli archivi. In poche parole, dobbiamo essere bravi ad eliminare tutto quello che non serve.
-migliorare la puntualità ed azzerare, di conseguenza, i ritardi rispetto alle scadenze;
-definire un metodo preciso circa la modalità di svolgimento delle riunioni ed annullare quelle inutili;
-porsi obiettivi precisi in termini di miglioramento dei collaboratori;
-promuovere un pieno utilizzo degli strumenti informatici.
Siamo ad inizio anno e, come ogni anno, siamo portati, grazie all’ottimismo ed alla voglia di fare, a cercare nuove idee e spunti per migliorare noi stessi e la nostra azienda. Ritengo che il tentativo di diminuire i costi in ufficio possa essere, per imprenditori e manager, uno dei progetti interessanti per il 2012.
Personalmente sono già al lavoro ed avrò modo, in seguito, di raccontarvi i risultati raggiunti!
Direzione Commerciale Line Kit SpA
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Personalmente credo che quanto scritto nel post sia di vitale importanza per le aziende che vorranno avere un futuro e che l’eliminazione degli sprechi debba essere fatta con estrema attenzione e rigore, tenendo presente che non è sempre così facile come potrebbe sembrare.
Delle tante cose riportate nell’articolo, una la trovo fondamentale e, tra le tante operazioni che si possono fare, particolarmente interessante per ridurre i costi. È l’impegno a fare bene le cose al primo colpo. Infatti, se facessimo un elenco delle attività che vengono eseguite in maniera sbagliata e quindi rifatte, vedremmo che la lista è estremamente lunga. Se, poi, accanto alle operazioni sbagliate ci scrivessimo il tempo impiegato per recuperare l’errore, moltiplicandolo per il costo orario della persona, noteremmo che trovare delle aree deboli su cui intervenire per perseguire l’obiettivo di riduzione degli sprechi non è poi così difficile.
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